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Clemente e Clementina
Inserito il 05 dicembre 2007 alle 15:33:00 da andrea. IT - Informazione

La notizia del giorno è la decisione del Consiglio Superiore della Magistratura di trasferire Clementina Forleo, il giudice che stava (a questo punto il passato è d'obbligo) indagando sulle scalate finanziarie illegali in cui erano implicati i D'Alema, i Latorre, i Fassino. Dopo De Magistris, la stessa sorte tocca alla povera Forleo, vittima della ritorsione sistematica che la Casta mette in atto contro chi osa trattarli da comuni cittadini. Dove non c'è Mastella, ci pensa la magistratura stessa. Quello che mi fa impressione è che la decisione del CSM sia stata presa all'unanimità. D'accordo, un terzo del CSM è nominato dai partiti, ma i restanti due terzi? E' solo un altro sintomo di come la P2 sia sempre più egemonica nella vita del Paese, ogni giorno che passa.

Comunque mi piace la Forleo, è proprio una "con le spalle", per dirla alla francese. Mentre i giudici di solito in queste situazioni si ritirano in eremitaggio, Clementina non rinuncia affatto a esporre le proprie opinioni in pubblico e continua a esporsi partecipando a incontri e iniziative. E' un buon segno perchè dà l'idea del desiderio di riscatto e di ribellione delle persone oneste di questo Paese, è un brutto segno perchè significa che la magistratura è ormai completamente andata e i giudici onesti hanno rinunciato a operare all'interno del loro ruolo. Un'altra Tangentopoli che faccia da tampone al degeneramento del Sistema ce la scordiamo; meglio così, aspettiamo il collasso.

A questo proposito vi segnalo un'iniziativa che mi piace molto. Saluti

Teatro Carcano, Milano - 11 Dicembre 2007 - ore 21

Tempi duri per l’antimafia, filo da torcere per i magistrati impegnati in prima linea a indagare, investigare e togliere coperchi da pentole bollentissime...Indignato dalle cronache giudiziarie di questi mesi neri e da una politica troppo spesso spudoratamente connivente, un gruppo di libere cittadine e liberi cittadini ha deciso di organizzare una serata al Teatro Carcano di Milano dal titolo BREAK THE MAFIA .

Una serata per rompere il silenzio, per abbattere il muro sempre più alto dell’indifferenza, ma anche per smuovere le coscienze, per informare senza filtri mediatici, per risvegliare il senso civico, per ....

Per queste e molti altre ragioni, con il sostegno prezioso e la collaborazione fattiva di due associazioni, Ammazzatecitutti e Liberi di pensare, il gruppo organizzatore è riuscito ad avere come ospiti sul palco (in ordine alfabetico): Sonia Alfano, Salvatore Borsellino, Luigi De Magistris, Pino Masciari e Aldo Pecora.Alla serata prenderà parte anche Clementina Forleo come ospite speciale.

Introduzione ed epilogo della serata, una performance di Break Dance, la danza di strada, tutta incentrata e giocata sul delicato tema.

Moderatori: Gianni Barbacetto e Antonella Mascali.

VISITA IL SITO www.breakthemafia.it 


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Camera, stop a inchiesta su G8
Inserito il 31 ottobre 2007 alle 10:01:00 da sodale. IT - Politica interna


Sinistra infuriata con Udeur e Idv
Il Guardasigilli cade dalle nuvole: "La commissione? Nel programma non l'ho vista"
Il ministro delle Infrastrutture: "Vogliono indagare solo su una parte, una giustizia a metà"

 
ROMA - La commissione Affari Costituzionali della Camera boccia la proposta di legge per istituire una commissione di inchiesta sul G8 di Genova con i voti della Cdl e di Di Pietro e Mastella è scoppia una feroce polemica nell'Unione. Con 22 voti contrari e 22 voti favorevoli la commissione non è riuscita ad affidare il mandato al relatore a riferire in aula. Quanto basta per far insorgere la sinistra radicale che lancia l'accusa: "Idv e Udeur sabotano il programma". "Un atto gravissimo, preferiscono insabbiare", il commento deluso del ministro Paolo Ferrero di Rifondazione comunista mentre il suo partito per bocca del capogruppo Gennaro Migliore attacca: "Per noi è un fatto di gravità assoluta, intervenga Prodi". "Clamoroso non voler trovare la verità", aggiunge il segretario del Pdci Oliviero Diliberto. Ed anche il presidente della Camera Fausto Bertinotti fatica a tenere a freno l'irritazione. "Cosa penso? - ha detto ai giornalisti - Non dovreste fare fatica ad immaginarlo". Ma il ministro Mastella cade dalle nuvole: "La commissione? Nel programma non l'ho vista". E Antonio Di Pietro aggiunge: "Volevano indagare solo sulla polizia, una giustizia a metà. Noi vogliamo una commissione che indaghi sia sui manifestanti che sugli abusi delle forze dell'ordine". Insomma uno sfregio alla sinistra radicale di cui Romano Prodi capisce tutta la pericolosità tanto che in serata da Palazzo Chigi lasciano trapelare un'indiscrezione: "La decisione è del parlamento ma il governo valuterà e si esprimerà". Di più Palazzo Chigi non può dire.

A scatenare il putiferio in commissione Affari costituzionali sono stati il dipietrista Carlo Costantini che ha detto 'no' insieme all'unico deputato dell'Udeur, mentre l'altro esponente dell'Idv, il capogruppo alla Camera Massimo Donadi, non si è presentato. I due esponenti della Rosa nel Pugno, Cinzia Dato e Angelo Piazza, non hanno preso parte alle votazioni.

Per fare il colpaccio i parlamentari dell'opposizione sono ricorsi ad un espediente. Infatti mezz'ora prima del voto i parlamentari del centrosinistra erano in sovrabbondanza. Nessuno temeva per il peggio visto che mancavano all'appello sette esponenti di Forza Italia. Pochi minuti prima della conclusione dei lavori si è presentata in commissione una nutrita 'pattuglia' di deputati azzurri guidati dal capogruppo Elio Vito. E il loro arrivo ha fatto la differenza. A quel punto anche nell'Unione si è cominciato a telefonare freneticamente agli assenti per vedere di non andare sotto su un provvedimento tanto delicato.

Ma non c'è stato nulla da fare perché l'ultimo "convocato" dell'Unione è arrivato troppo tardi, subito dopo il voto. Su 44 votanti 22 hanno detto sì e 22 'no' e quando si arriva alla parità, per regolamento, il mandato al relatore a riferire in Aula non viene conferito. La Cdl ha esultato per questa bocciatura, mentre la maggioranza ha lasciato la commissione piuttosto delusa ed inizia la resa dei conti.

La Sinistra radicale infuriata carica a testa bassa dipietristi e mastelliani colpevoli, secondo il Verde Paolo Cento, di "aver sabotato il programma dell'Unione". Haidi Giuliani parla di "indignazione fortissima per il comportamento di Idv e Udeur che disattendono gli accordi comuni firmati nel programma dell'Unione". E Cento aggiunge: "Ora la parola passi ai movimenti e alla mobilitazione popolare che mi auguro sia grande in occasione della manifestazione del 17 già convocata a Genova nella quale sfileranno i protagonisti di quelle giornate. Le istituzioni si impegnino alla piena agibilità delle piazze in quella giornata". Nella maggioranza anche Ermete Realacci parlamentare del Pd è critico con gli alleati. "Quello che accade nei giorni del G8 - dice - rimane una ferita aperta nella nostra storia e nel rapporto tra cittadini e forze dell'ordine. Ancora oggi abbiamo la necessità di avere massima trasparenza e conoscere la verita".

In serata, il vicepremier Rutelli parla di "situazione che si può recuperare" - senza però precisare la natura di successivi sviluppi - e poi commenta: "Forse qualcuno si è distratto".

Di parere opposto la Cdl che commenta: "Sconfitto chi voleva processare le forze dell'ordine" con il leader di An Gianfranco Fini che si spinge ancora più in là: "La commissione d'inchiesta sul G8 era unicamente una cambiale che si pagava agli amici dei black bloc: alla sinistra più radicale".

(30 ottobre 2007)

Da Repubblica


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La mamma di Mastella...
Inserito il 21 ottobre 2007 alle 19:09:00 da sodale. IT - Politica interna

La (classe) politica emette gli ultimi gemiti, avviciniamo l'orecchio ad ascoltare. Lo so, non ha un buon odore nè un alito profumato, ma facciamo questo sforzo. Due cose sembrano interessanti dell'ultima settimana: la proposta di legge per tappare la bocca ai blog e la rimozione di De Magistris dall'inchiesta "Why not".

La legge sulla repressione della libertà di espressione, tanto per chiamare le cose con il loro nome, prende di mira la Rete. E' un attacco conseguente al V-Day di Grillo? Certo, naturale. Ma è anche, più semplicemente, l'ennesimo attacco alla libertà di stampa, dopo la legge Mastella che impediva la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche rese pubbliche dalle procure. Una volta i giornali, una volta la Rete. La Rete ci sta più a cuore, naturalmente, dato che i giornali sono al 99% già sotto il controllo piduistico della casta. Non è un "attacco ad internet" però, come alcuni hanno frainteso. Il sodalesimo usa la rete, attaccano la rete. Se usassimo i piccioni viaggiatori vieterebbero i volatili. Siamo noi l'obiettivo, non internet, l'obiettivo è "la rete di disponibilità che allaccia un grande insieme", per citare il nostro head.

Mi fa sorridere la richiesta della Comunità Europea alla Turchia di rivedere la loro legislazione sul tema della libertà di stampa. Dico, ma questi requisiti si chiedono solo ai nuovi stati membri? E ai vecchi? Aspetta, ma noi siamo ancora in Europa o siamo stati annessi dalla Libia?

Notevole anche l'esito dello scontro tra Mastella e De Magistris. Riassumo, perchè la stampa e i mass media hanno lo specifico compito di seminare confusione.

1) Il magistrato di Catanzaro apre un'inchiesta su massoneria, abusi di potere e contatti tra mafia e politica. Come uomo, un eroe. Come magistrato, un kamikaze.

2) Mastella, quando ancora nessuno sa dove De Magistris andrà a parare, inizia a insinuare di irregolarità nell'operato del magistrato e manda i suoi ispettori.

3) De Magistris dice "quali irregolarità?". Gli ispettori del ministero non trovano nulla di rilevante.

4) Una fuga di notizie chiarisce il movente del ceppalonico: Mastella è tra gli indagati, insieme a Prodi, per una sfilza di reati. Clemente fa partire una polemica al vetriolo contro De Magistris, minacciando anche di far cadere il governo se qualcuno non ferma il magistrato.

5) Il procuratore generale di Catanzaro Favi, insieme a un certo Murone in odore di massoneria e indagato dallo stesso De Magistris, decidono di revocare l'incarico al magistrato kamikaze perchè ha "sentimenti di inimicizia verso alcuni degli indagati". Cioè Mastella.

A parte che non capisco CHI non avrebbe sentimenti di inimicizia verso Mastella. A parte un altro mafioso s'intende, ma spero non ce ne siano troppi tra i magistrati. Ma a parte questo, la cosa più grave è il precedente. Vi rendete conto? Un magistrato vi indaga, voi vi scocciate e dite che la madre del suddetto servitore dello Stato fa la troia ad Amsterdam. A questo punto, invece di prendere a calci nel culo chi non rispetta la magistratura, REVOCANO L'INCHIESTA AL MAGISTRATO, affidandola a un'altro che nutra minori sentimenti di inamicizia. Se neanche il magistrato nuovo vi piace, potete sempre farvelo cambiare suggerendo per mezzo stampa che sua sorella bazzica con minigonna e pacco nei pressi di viale Zara. A pagarne le conseguenze sarà sempre il diffamato, non il diffamatore. E' un gioco che si può ripetere all'infinito, finchè non vi capita il magistrato che preferite. Nel caso di Mastella, un massone camorrista pedofilo corrotto analfabeta emorroidico mutante andrà benissimo.

Why not, mio caro sodale De Magistris? Ecco, ora te l'hanno spiegato perchè no.


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Primarie, dov'è il mio candidato?
Inserito il 15 ottobre 2007 alle 10:50:00 da Grumbar. IT - Politica interna

Diario resoconto di un elettore primate disinformato.

Ieri da buon ex elettore dell'Ulivo sono andato a votare alle primarie del neonato PD. Dopo attente analisi sui cinque candidati, che per chi non avesse avuto tempo o voglia di documentarsi sono il cinefilo, il giovane, la contro, l'economo e il blogger, ho deciso di votare il blogger, Adinolfi.

Riassumento, Adinolfi è riuscito a fare lo stesso trito e ritrito discorso per tutta la campagna elettorale, uniformandosi in quanto ad originalità ai suoi colleghi più navigati. Sostanzialmente la sua proposta si basa sulla constatazione della necessità di quote verdi (di giovani) negli organi esecutivi del partito. L'idea in sè mi sembra un po' idiota, proprio per il meccanismo di quote che è in realtà coercitivo e quindi non realmente funzionante. Tuttavia il caro Adinolfi è un outsider, fuori da qualche tempo dalla margherita e quindi reale alternativa agli altri candidati (si lo ammetto volevo solo fare un dispetto a Veltroni).

Bene, dovendo votare a Como, ma non avendo ancora ottenuto la residenza vado a Cantù in sala convegni e prima di mettermi a fare la fila (non sono balle, c'è stata veramente) cerco di capire che cosa sarei andato a votare. Mi chiedo se fossi l'unico dei 3 milioni e mezzo di votanti a non conoscere il meccanismo (provate a cercare un faxsimile di scheda del vostro collegio e vediamo se ci riuscite). Le schede erano 2, una per il consiglio ( o come cavolo si chiama) nazionale e una per quello regionale. Sulla prima scheda erano presenti 4 liste di nomi di cui 2 in appoggio a Veltroni, 1 per la Bindi e una per Letta, mentre sulla seconda scheda (quella locale) le liste erano solo 3, due in appoggio a Martina (presidente regionale), per la precisione una formata da sostenitori di Veltroni e l'altra da quelli di Letta (in quest'ultimo caso ho dovuto chiedere delucidazioni perchè il nome "Letta" non compariva) e l'ultima per Sarfatti il quale sostiene la Bindi.

Alcune considerazioni:

1) ma il bloggher dov'è? Gli outsider per figurare in tutti i collegi avrebbero dovuto raccogliere firme in tutti i collegi! Mi chiedo se questo sistema sia poi così democratico. Vi riporto quello che dice direttamente Adinolfi: "poichè eravamo presenti solo nel 10% dei collegi il nostro risultato reale nazionale è stato l'1,3% (contro lo 0,1 registrato realmente)." Quindi ammette lui stesso che le sue possibilità sono state falsate dal sistema scelto;

2) anche in questo caso non è stato possibile esprimere preferenza. Le liste erano bloccate e cioè i candidati appartenenti sono stati numerati, e in base ai voti cumulativi si capirà fino a che numero di lista i candidati entreranno negli organi direttivi del PD. Questo si traduce in una autentica fregatura, per esempio, nella lista Martina 2 (quella per Letta) si è candidato un mio amico, che figurava però tra le ultime posizioni., non potendogli dare preferenza diretta io avrei votato in realtà non lui quanto piuttosto il capolista;

3) Veltroni è stato appoggiato da due liste, la Bindi e Letta da una e gli outsider da nessuna, mentre a livello regionale Martina da due, espressione di Letta e Veltroni, mentre Sarfatti da 1, espressione della Bindi. Spiegatemi bene... Non capisco... Non mi sembra che si corra ad armi pari in questo modo.

Io sono il primo a riconoscere che la democrazia indiretta (basata sulla delega) ha i suoi limiti "sempre" e che si è obbligati a scegliere un criterio di scelta, ma le ipocrisie non mi sono mai piaciute.

Sarebbe stato più corretto dire:

Ok dobbiamo fare il PD... Rutelli, Veltroni ti sta bene?

Er cinefilo me va bene!

Ok e a te Prodi?

Ma siiii, va beenee

Ok e a te D'alema?

Veltroni è la sintesi dell'antico sistema basato sul consenso del p...

Si si va bene anche a te; dichiaro la seduta massonica conclusa. Il Partito democratico è nato e Veltroni è il nostro frontman di turno.

P.S. alla fine sono uscito dalla sala senza votare.


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Olly e il Palagiustizia
Inserito il 13 ottobre 2007 alle 13:34:00 da mariateresa. IT - Satira

 

Ogni riferimento a fatti realmente accaduti ed ogni forma di profanazione o diffamazione non solo sono voluti, ma anche già abbondantemente utilizzati da giornalisti veri.

Erba non è più la stessa. Anche l'erba non è più la stessa, visti i prezzi. Ma questo è un altro discorso e lo lasciamo lì. Ma non dimenticatevene. (C. Lucarelli).

Finalmente, dopo un travagliato periodo di silenzio, va in scena il più spettacolare musical italiano che la storia ricordi. Tutto esaurito al Palagiustizia di Como per l'attesissima performance di Olly e Rosa, le due vedettes brianzole che per prime hanno oltrepassato i limiti della decenza. Hanno incenerito in una notte un appartamento, quattro cadaveri fra cui un bambino, Cogne con tutti i suoi plastici vespasiani, Erika ed Omar, Unabomber ed Osama Bin Laden.

Subito i loro agenti hanno intuito che non sarebbe bastato un normale teatro e si sono affrettati a prenotare il ben più capiente Palagiustizia ma, nonostante questo, una folla si è comunque accalcata all'esterno, protestando rumorosamente per l'esclusione.

Fortunatamente Azouz Mazourk, brillante imprenditore di sé stesso, ha messo un maxi schermo nella discoteca che gestisce in società con Lele Mora e Fabrizio Corona: inutile dire che l'idea si è rivelata vincente. Anche per lui un tutto esaurito, complice l'ospitata a sorpresa delle cugine veline gemelle anoressiche di Garlasco.

Inizialmente pare che le gemelle si fossero rifiutate per “conflitto di interessi”: loro appartengono ad un'altro genere teatrale che, da sempre, tenta di rubare la scena al musical di Erba, ossia il dramma di Garlasco, ma alla fine – a quanto pare – ci hanno guadagnato un po' tutti.

Il vero colpo di scena, comunque, è stato vissuto dal pubblico nel corso della prima teatrale: Olly e Rosa non hanno interpretato le canzoni di scena che li hanno resi famosi, bensì alcune rivisitazioni molto osè, curate dal loro coreografo d'ufficio.

Ora si attende con impazienza la prima replica, anch'essa andata completamente sold out, per la quale ci si domanda se Olly e Rosa riserveranno altre sorprese.

Vorrei poter dire che ho copiato parola per parola un articolo di Repubblica ed, alla fine, l'ho fatto. Non le parole di un solo articolo, ma il florilegio di cazzate che il giornale, un tempo testata seria o quasi, ha speso per un fatto che ha raggiunto dimensioni nauseanti. Secondo me quando un “Tribunale” diventa “Palagiustizia” ed “Olindo” (già ridicolo di per sé sia come nome che come persona) viene storpiato in “Olly” occorre prendere davvero in considerazione il buen retiro. Il malato è incurabile.

E siccome, da italiana, io sono una cellula di questo malato terminale, esigo una diminuzione dei prezzi dell'erba che, come dimostrato scientificamente, almeno leva la nausea e mette appetito in attesa della cura miracolosa. O dell'eutanasia.


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